Valeria
Poletti


Ricercatrice indipendente


Bibliografia

LIBIA, FLUSSI DI GUERRA
sintesi per immagini

Presentazione, aprile 2018.

Brevi note illustrate riguardo alla proiezione di forza dell’Italia nel Sahel.
Immagini e didascalie per dare un quadro sintetico delle ragioni e delle conseguenze della missione militare italiana.

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LA GUERRA DELL’ENI IN AFRICA
sintesi per immagini

Presentazione, aprile 2018.

Brevi note illustrate riguardo alle operazioni ENI in Africa.
Immagini e didascalie per dare un quadro sintetico di come ENI condiziona la politica estera italiana.

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LA GUERRA DELL’ENI IN AFRICA
e l’interesse nazionale

Articolo, 16 aprile 2018.

In Africa, ENI è uno degli attori in guerra.
La posizione di potere raggiunta da ENI come corporation transnazionale la mette in grado di dettare le condizioni ai governi italiani e condizionare il corso degli eventi nelle nazioni cui dirige i propri investimenti. Allo Stato resta il compito di governare le contraddizioni che il modello di sviluppo fondato sulla crescita delle multinazionali e sulla ricerca dell’espansione illimitata delle regioni sfruttabili crea al di fuori e dentro il Paese: la guerra è uno degli strumenti.

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MAL D’AFRICA
l’Italia nella guerra globale

Articolo, 7 aprile 2018.

Con la conferma, da parte del governo italiano, dell’intenzione di inviare truppe in Niger la campagna d’Africa è ufficialmente cominciata.
l’Italia sta attivamente partecipando alla guerra in corso. L’allargamento dell’impegno del nostro esercito a tutta la regione sub-sahariana non è semplicemente funzionale (come dichiarato) al contenimento dei flussi migratori che attraversano il Niger e il Fezzan per arrivare ad imbarcarsi sulle coste del nord della Libia, ma piuttosto a proteggere gli interessi della nostra compagnia petrolifera in Libia e a aprire la strada per una proiezione di forza in Africa capace di competere con le altre potenze europee.

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LIBIA, FLUSSI DI GUERRA
I militari italiani, i migranti, gli “interessi nazionali”

Articolo, 10 dicembre 2017.

Il prezzo e le conseguenze dell’intervento in Libia per le popolazioni africane e per i cittadini italiani. Di chi è il nostro “interesse nazionale”?
Contro i migranti schieriamo il nostro esercito nelle retrovie del fronte sul quale facciamo combattere le truppe locali per i nostri “interessi nazionali”. Per questi c’è un prezzo da pagare: la guerra all’interno delle economie capitalistiche per l’egemonia sulle risorse porta nei nostri Paesi disoccupazione e povertà diffusa, conflitto sociale e razziale, politiche securitarie. A casa nostra comincia a delinearsi la realtà della guerra.

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MEDITERRANEO IN GUERRA

Articolo, 25 aprile 2016.

Il Mediterraneo al centro della guerra globale, l’Italia al centro del Mediterraneo. La “fortezza Europa” sta franando sulle sue coste meridionali proprio mentre il suo mare caldo, il Mediterraneo, diventa uno spazio globale in cui, attraverso la moltiplicazione dei conflitti, le maggiori potenze entrano in rotta di collisione.

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L’ITALIA ALLA CAMPAGNA DI LIBIA

Articolo, 2016.

L’Italia è già in guerra contro I popoli nordafricani e mediorientali, non contro lo Stato Islamico. Nell’imminenza dell’ingresso italiano nella prima Guerra Mondiale nel 1914, il giornale anarchico. Il Libertario lanciava la parola d’ordine “Guerra alla guerra” mentre il “neutralism socialista” consegnava I proletari al massacre imperialista. Un secolo più tardi non parrebbe troppo chiedere a noi tutti di ricostruire una coscienza internazionalista laica e un movimento di concreta opposizione alle guerre dell’imperialismo globale a cominciare dalla guerra subordinata condotta dal nostro apparato statale-militare.

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L’INCENDIO DEL MEDIORIENTE, LE CONNESSIONI INATTESE
le Primavere arabe, gli Stati Uniti, l’Islam politico

Libro, 2015. ProspettivaEditrice

Tre primavere dopo “quelle” Primavere, mentre i sogni di molti giovani arabi sono scivolati nell’incubo della guerra settaria o restano sospesi su di essa, diverse voci indipendenti hanno posto interrogativi riguardo all’intervento di forze controrivoluzionarie e all’ingerenza internazionale. Approfondendo l’esame degli avvenimenti, collocandoli nel più ampio contesto della fase di sviluppo del capitalismo globale e riandando alle radici, oltre che all’attualità, delle relazioni tra la destra islamica e la superpotenza americana ho provato a far emergere quelle connessioni che hanno in larga parte determinato l’incendio del Medioriente e che sono oggi alla base degli scenari di domani.

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L’IRAQ SOTTO IL PESO DI UNA QUERRA MAI FINITA

Articolo in "Verso un nuovo orientalismo Primavere arabe e Grande Medio Oriente ", a cura di Gian Paolo Calchi Novati, Carocci Editore, 2012

Verso un nuovo orientalismo raccoglie i saggi di studiosi di alcune università italiane, dell’università di Tunisi e di ricercatori dello IAI e dell’ISPI e di alcuni ricercatori indipendenti. Il mio contributo ha per titolo “L’Iraq sotto il peso di una guerra mai finita”.

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GLI ANTIMPERIALSTI NELLA TRAPPOLA IRANIANA

Articolo, 2009.

Trent’anni dopo la proclamazione della Repubblica Islamica, cioè, mi permetto di dire, dopo la sconfitta della rivoluzione…. una riflessione sulle ragioni del grande, variegato e coraggioso movimento di opposizione interna alla Repubblica Islamica.

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HAMASLAND, PALESTINA
L’espansione dell’Islam politico e la guerra imperialista

Articolo, 2009.

L’Italia è già in guerra contro I popoli nordafricani e mediorientali, non contro lo Stato Islamico. Nell’imminenza dell’ingresso italiano nella prima Guerra Mondiale nel 1914, il giornale anarchico Il Libertario lanciava la parola d’ordine “Guerra alla guerra” mentre il “neutralism socialista” consegnava I proletari al massacre imperialista. Un secolo più tardi non parrebbe troppo chiedere a noi tutti di ricostruire una coscienza internazionalista laica e un movimento di concreta opposizione alle guerre dell’imperialismo globale a cominciare dalla guerra subordinata condotta dal nostro apparato statale-militare.

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SADDAM HUSSEIN “UOMO DEGLI AMERICANI”
Il mito contro la storia, la propaganda contro l’informazione

Articolo, 2007.

Più che da altre asserzioni, diffamanti quanto false, riguardo alla figura di Saddam Hussein, l’immaginario collettivo della "sinistra" è stato suggestionato dalla leggenda, testardamente ripetuta dai mezzi di informazione nonostante risultasse contraria ad ogni logica analisi, di un presidente portato al potere dalla CIA e sostenuto dagli americani. Da dove viene questa accusa che da più di un decennio acceca l’opinione di sinistra e le impedisce di osservare la realtà storica di un Paese costruitosi dentro un processo rivoluzionario, anticolonialista e antimperialista, di cui Saddam è stato uno dei protagonisti di maggiore rilievo?

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IL CAMPO DI BATTAGLIA, I MOVIMENTI E LE STRATEGIE DI LOTTA

In "Rosso Baghdad", a cura di Giampaolo Calchi Novati, Il Ponte Editrice, 2007

Rosso Baghdad è un volume che riunisce gli interventi di più autori: il mio, “Il campo di battaglia, i movimenti e le strategie di lotta”, riguarda l’evolvere degli avvenimenti in Iraq, la guerra di Resistenza, il conflitto armato tra le fazioni, le milizie islamiste.

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L’IMPERO SI E’ FERMATO A BAGHDAD

Libro, 2006. Achab Editrice

La Resistenza irachena ha avuto una sua fisionomia politica ben definita e, benché sconfitta nel suo complesso, è ancora un corpo vivo all’interno del Paese avendo rappresentato il primo agente storico di una nuova fase di lotte anticoloniali. Il libro, uscito nel 2006, presenta una ricostruzione storica e un’analisi complessiva utile a comprendere l’evoluzione degli avvenimenti e la situazione odierna in Iraq.

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